Natale 2017: campagna di sensibilizzazione contro i regali di merda

Ogni Natale lo trovi sotto l’albero: il generoso di turno si è raccomandato di non aprirlo prima del 25 dicembre (perché così sarà lontano e non potrai tirarglielo dietro.)

Può essere un pigiama con orsetti che si esibiscono in posizioni difficili del kamasutra, un paio di ciabatte pelose a forma di renna che il gatto ti si attacca ai piedi ogni volta che ti alzi dal divano, oppure (e per quelli esiste una categoria infernale a parte), ti tocca il regalo riciclato, che ricordi di aver visto l’anno prima a casa del soggetto donante (e avevi già constatato quanto facesse cagare).

Anche quest’anno in ogni casa ci sarà almeno un regalo di merda: impara a riconoscerlo e a dargli la giusta dimora.

Ecco i 5 regali più brutti di sempre.

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Tutti Matti per l’Arte: prodotti a marchio sociale 100% made in Tuscany

Conosco da poco i ragazzi di “Tutti matti per l’arte” e sono rimasta davvero molto colpita dal loro progetto. Stavo camminando tra gli stand di editori più o meno noti all’ultimo Pisa Book Festival, quando i miei occhi si sono incollati a un quadro di illustrazioni colorate molto diverse tra loro: erano le bellissime copertine di agende, quaderni, sketch­book, borse, matite, album per foto, diari per la scuola realizzate dal loro particolare laboratorio artistico.

Dopo una difficile scelta ho finalmente selezionato la mia agenda per il 2018, ma volevo saperne di più. Desideravo che mi raccontassero com’era nata quell’agenda.

Dall’illustrazione alla rilegatura: ecco la storia della legatoria di “Tutti matti per l’arte”, iniziativa del Quadri­foglio Gruppo Coop­er­a­tivo, con il suo Scoiattolo Onlus, che opera da anni per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Il supporto tecnico è invece affidato alla Creactivity ADV, che lavora a stretto contatto con la legatoria per fornire un approccio “commerciale” piu efficace.

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Natale vintage: idee regalo anni 80

Sapevo bene che prima o poi questo momento nostalgico sarebbe arrivato. Sarà perché ho appena finito di vedere la seconda serie di Stranger Things, ma a me gli Ottanta sono sempre piaciuti. Soprattutto perché sono stati gli anni più spensierati della mia esistenza, e quindi qualunque cosa venga da quella decade mi riporta inevitabilmente a un passato glorioso, ricco di coloranti, merende infinite all’olio di palma, Bim Bum Bam e pipette di Crystal Ball sparate direttamente in faccia a mia madre.

Ecco quindi la mia selezione di idee regalo anni 80.

5 modi per trasformare questo Natale 2017 in una macchina del tempo.

Quindi, sali sulla Delorean e allaccia le cinture, si parte!

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Tipi da Ziggy’s: 21 Grammi

Torna non puntuale la rubrica più anziana e scoppiettante dello Ziggy’s Cafè.

Questo mese sono venuti a trovarci i 21 grammi, band di musicisti toscani che suonano dal cuore delle bellissime terre di Maremma. I nostri Tipi da Ziggy’s sono giovani, ma sembrano molto più maturi a livello musicale.

Le parole dei testi, rigorosamente in italiano, non sono mai banali, e ti rimangono in testa al primo ascolto.

Roba non da poco in questo mare musicale di metafore usate fino al logorio dei timpani.

Propongono un cocktail a base di ska, reggae, con una spruzzatina di blues per le note più scure.

I 21 grammi sono:

voce: David Di Lelio
chitarra: Eros Luti
trombone: Davide Michelini
batteria: Matteo Mercuriali
basso: Federico Nunzi 

E ora la parola a David.

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Cafè d’autore: la poesia di Fabio Strinati

Questo appuntamento di Cafè d’autore vede come protagonista il giovane poeta marchigiano Fabio Strinati, che ci racconta come la lettura di una storia possa influenzare a tal punto da mettere totalmente a nudo la propria identità.

Dopo la lettura del romanzo dello scrittore Gordiano Lupi,  Miracolo a Piombino, Fabio ha sentito l’urgenza di scrivere, ecco perché è nato il libro: Dal proprio nido alla vita, Edizioni Il Foglio Letterario.

Il libro di Gordiano racconta il tormento dell’adolescenza con un’onestà e un’eleganza che ti porta indietro nel tempo con naturalezza, facendoti sentire quella goffaggine e inquietudine che hai solo messo a dormire.

Ti fa sentire vivo, come è successo a Fabio, che ha risposto ad alcune domande.

libro fabio strinati

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Corrispondenza negata: parole nel silenzio

La corrispondenza negata è quella degli inetti, dei malati, dei deboli. La comunicazione interrotta dagli psicofarmaci, dalle scariche elettriche, dalla terapia del silenzio dei pazienti dell’ex manicomio di Volterra, in provincia di Pisa.

Corrispondenza negata. Epistolario della nave dei folli (1883-1974), uscito nel 2008, è il titolo di un libro che raccoglie decine di lettere, archiviate nelle cartelle cliniche e mai spedite, scritte da «matti» rinchiusi nel manicomio in un periodo compreso tra il 1889 e il 1974.

Gridi di aiuto, di sofferenza, rimasti inascoltati per anni.

Parole che a leggerle, a sentirle, la pelle ti si rivolta dalla testa ai piedi.

volterra

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Cafè d’autore: Pasta e cinema

Torna l’appuntamento con la rubrica Cafè d’autore, più in forma e appetitosa che mai.

Ho una vera e propria passione per gli abbinamenti: dai mix di cocktails e dischi, dolci e libri, fino a quelli tra cibo e film; ecco perché quando ho visto “Pasta e cinema” è stato subito amore.

Ecco un estratto dal libro di Gordiano Lupi e Patrizio Avella, Edizioni Il Foglio letterario – Piombino, giusto per capire di che pasta son fatti.

“Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone!

Io me te magno, ahmm!”

Quante volte abbiamo sentito questa battuta, immortalata in tutta Italia da magliette e poster, con l’immagine di Alberto Sordi che si abbuffava di fettuccine nel mitico film Un americano a Roma? Impossibile dirloEh sì, la pasta, lunga o corta, fresca o al sugo, persino in bianco, non è importante, è ormai entrata nella cultura nazionale diventando sinonimo di tradizione e italianità. Gli italiani nel mondo sono sempre stati conosciuti e definiti mangiamaccheroni. Pasta e Cinema ! Non solo, possiamo dire che un piatto di pasta è entrato prima nella letteratura e poi nel cinema offrendo il tema per molti capolavori…

E ora lascio la parola agli chef.

sordi maccheroni

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