Tipi da Ziggy’s: Marco Padovani Cantastorie

Sono molto felice di ospitare questo artista perché quella del cantastorie è una professione antica che non deve essere dimenticata.

Marco Padovani è un personaggio dalle mille sfumature che fa della musica e delle parole la materia prima per creare eventi di animazione per bambini degni di nota.

Cantautore e autore di canzoni, ha pubblicato per Mela Music dall’anno 2000 numerosi lavori musicali dedicati al mondo dell’infanzia, collaborando con l’amico e scrittore Nicola Cinquetti. I testi delle canzoni fanno riflettere con allegria e sono ispirati a temi di grande attualità come la multiculturalità e i Diritti dei Bambini.

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In poche parole divento io la canzone e la storia. Sono un tutt’uno con la canzone; non solo la voce ma il corpo, la faccia, gli occhi cantano.

Marco Padovani

C’era una volta un bambino di nome Marco. Puoi raccontarci la sua storia?

Tre sono le cose che ricordo più volentieri di quel bambino. La voglia e il divertimento di inventare storie che scrivevo nei miei primi temi a scuola e le prime rime che portavano la maestra a chiedersi se era tutta farina del mio sacco. Il bisogno fisico di vivere avventure nei prati e boschetti attorno casa. Allora c’erano meno paure si usciva appena mangiato, dopo aver fatto in fretta e furia i compiti e si rientrava la sera con le mamme che urlavano i nostri nomi. Noi, io mio fratello e l’amico del cuore, avevamo un albero di ulivo nel boschetto che consideravamo la nostra seconda casa. I suoi rami formavano tre piccole seggiole naturali e quello era il nostro amatissimo rifugio e regno sugli alberi. A questo proposito, se vi va, cercate la canzone Il mio regno di Luigi Tenco, canzone che adoro e che mi commuove tutte le volte che l’ascolto.

Naturalmente un ricordo speciale va alla mia prima chitarra: la piccola Ringo (così si chiamava) che mi portò S.Lucia in terza elementare, pietra miliare di tutto.

Le tue attività con i bambini: come nasce ogni incontro?

Come dico spesso a me piace cantare e raccontare storie. Quando questa mia passione incontra insegnanti, biblioteche o librerie che amano come me fermarsi per assaporare le parole, godere delle rime, allontanarsi almeno per un pò dalla velocità di TV e telefonini per far conoscere la semplicità e la bellezza del racconto e della voce ai bambini, beh io ci sono.

Con quale approccio integri narrazione/interpretazione del testo e musica?

In poche parole divento io la canzone e la storia. Sono un tutt’uno con la canzone; non solo la voce ma il corpo, la faccia, gli occhi cantano.

Quanto è importante un’educazione musicale nelle scuole?

Viene dato ancora troppo poco spazio alla musica nelle scuole. La musica è importante non solo perché è cultura di un paese ma anche perché fa bene all’anima al cuore e soprattutto unisce e non divide.

Lavori in tutta Italia? Com’è possibile organizzare qualche bell’incontro di parole in musica con te?

Intanto precisiamo una cosa; io lavoro come insegnante nella scuola dell’infanzia. Uno dei rarissimi insegnanti maschi in questa fascia d’età nella provincia di Verona. Io sono Marco Cantastorie nella mia scuola e anche quando mi chiamano nelle biblioteche, nelle librerie o in altre scuole, sono io non è un lavoro, o meglio forse è un’estensione del mio lavoro di insegnante, non so non ci ho mai pensato.
Tornando alla domanda: sì ho cantato e suonato anche fuori Verona; alla Fiera del Libro di Torino, alla Fiera di Bologna e in tante altre occasioni piccole e grandi spesso in duo con il mio grande amico, scrittore e poeta, Nicola Cinquetti.
Organizzare qualcosa è semplice basta mettersi in contatto e capire bene cosa si vuole fare.

In che modo tieni viva l’attenzione dei bambini più piccoli, diciamo dai 2 ai 3 anni?

La fascia d’età a cui sono rivolte le mie canzoni va, più o meno, dalla scuola materna al primo ciclo di scuola primaria ma si sa ci sono fratelli più piccoli o più grandi e in fondo la musica è musica e io spero piaccia anche ai genitori.
Per appassionare i più piccoli, l’ho accennato prima, bisogna cantare con tutto il corpo, bisogna abitare la canzone, farla vivere e soprattutto essere noi appassionati di quello che suoniamo e cantiamo.

Quale percorso di formazione consigli a chi voglia cimentarsi nell’animazione musicale per bambini?

Non mi sento così esperto per dare suggerimenti agli altri, ci mancherebbe, posso solo dire una cosa, quella sì. Ci si deve divertire nel divertire i bambini non puoi far finta perché lo capiscono. Devi essere sincero e amare quello che fai.
Grazie Marco e speriamo di vederti presto in azione, magari anche in Toscana!

 

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