Cafè d’autore: nelle fauci del Mostro

Dopo oltre 30 anni il Mostro di Firenze continua a tormentarci. Il killer ha terrorizzato attraverso i media, ha osservato le sue vittime dalle pagine di un libro o dalle scene di un film. Ha preso a calci la spensieratezza di un’intera generazione, tra il 1968 e il 1985.

L’antologia Nelle fauci del Mostro, Istos Edizioni, a cura dello scrittore toscano Andrea Gamannossi, cuce l’ombra dell’assassino sulle nostre coscienze, e lo fa al ritmo di 10 racconti che mescolano le carte della storia e dei ricordi.

E se il Mostro fosse ancora tra noi?

mostro di firenze

Quest’estate la fantomatica Beretta calibro 22, l’arma del Mostro, è tornata a far parlare di sé: una pistola dello stesso tipo è infatti stata ritrovata da una turista in una delle zone in cui aveva colpito il maniaco, nel cuore del Mugello. La notizia è stata fonte di ispirazione per il libro? Com’è nata l’idea di questa antologia?

Il ritrovamento di quella Beretta per noi è stato come il cacio sui maccheroni, perchè la notizia ha rinnovato la curiosità su una vicenda che non sembra avere mai una fine. I racconti, in verità erano già stati scritti da qualche mese, ma questo rinnovato interesse ci ha indubbiamente aiutato.

Il libro è nato da una mia idea l’autunno scorso. Con una parte degli autori che poi hanno partecipato a questa antologia ne avevo pubblicata un’altra: Firenze in giallo, e durante le presentazioni spesso si accendevano discussioni sulla cronaca del Mostro di Firenze. E allora mi sono chiesto: se intorno a questa storia c’è ancora così tanto interesse perchè non pubblicare un’antologia su questo tema?

Ho proposto agli autori di scrivere un racconto su questo fil rouge, un racconto di pura fantasia ovviamente, e loro si sono mostrati entusiasti dell’idea. Abbiamo comunque trattato l’argomento con delicatezza e con il dovuto rispetto per le vittime e per i loro parenti, evitando di citare nomi e quant’altro. E devo dire che il risultato è stato davvero interessante.

nelle fauci del mostroEvocare la memoria del Mostro è anche un modo per esorcizzarlo. Fa ancora così paura?

La vicenda del Mostro di Firenze è rimasta indelebile nelle menti di tutti coloro che la hanno vissuta, soprattutto nelle persone che all’epoca dei fatti erano giovani e hanno provato il terrore di attraversare di notte le strade della campagna fiorentina e i dintorni. Personalmente, ancora oggi, provo disagio a transitare le strade buie nei pressi delle zone dei delitti. Tra l’altro abito molto vicino ad uno dei luoghi dove si sono consumati gli omicidi. Sono uno studioso di questi fatti da tanti anni, tanto che il mio ultimo romanzo: È tornato l’uomo nero, narra la storia di un emulatore del Mostro, che ritorna a insanguinare le nostre colline uccidendo coppiette con una katana, anzichè con una beretta.
Credo che dentro di noi sia rimasto vivo il ricordo di quei sanguinosi delitti, e anche l’incertezza sui reali colpevoli e sugli eventuali mandanti, rafforzi le nostre angosce, e insieme la consapevolezza di un mistero mai svelato. Ormai il mostro è entrato nella leggenda, un po’ come Jack lo Squartatore e altri serial killer che hanno lasciato il loro marchio nei secoli.

Chi sono gli autori? Hanno vissuto direttamente il terrore di quegli anni?

Gli autori sono Paolo Piani, Mirko Tondi, Simone Innocenti, Arianna Niccolai, Stefano Rossi, Sergio Calamandrei, Vario Cambi, Bernardo Fallani, Paolo Romboni e il sottoscritto, Andrea Gamannossi, che sono anche il curatore dell’antologia.
Quasi tutti questi autori hanno vissuto gli anni del mostro, anzi molti di essi oltre a essere giallisti sono dei veri e propri esperti della vicenda. E per affrontare il tema da una diversa angolazione e dagli occhi di chi all’epoca non era nemmeno nato o quasi, ho scelto due scrittori molto giovani, Stefano Rossi e Arianna Niccolai, che tra l’altro hanno partorito due storie bellissime. Arianna che non è neppure una giallista si è adoperata al meglio scrivendo una trama molto interessante. Se penso che non ha compiuto nemmeno diciotto anni rimango sbalordito ogni volta che rileggo il suo racconto.

Presentazioni in programma?

Abbiamo già fatto diverse presentazioni riscuotendo davvero grandi consensi. Le prossime saranno all’Ops Caffè presso il Centro Commerciale Ponte a Greve domenica 11 dicembre alle 17.30, mentre il 14 dicembre alle 19.00 saremo nel locale Bella Blu di Firenze in via Lungo L’Affrico. Successivamente, in date ancora da concordare, saremo a Pistoia, Pontassieve, Poggibonsi e in altre località.

Tra le pagine

Ecco l’incipit del racconto di Stefano Rossi: Il mostro è tornato.

Quella notte un vento spettrale si abbatteva su Pietraccio, mentre essa proclamava silenziosamente il suo stato di abbandono aggrappata sulla cima di una ripida e franosa scarpata. Penetrava per le strade con tale veemenza che dava l’impressione di volerla spazzare via dal resto della Toscana. La luna, un occhio spalancato e impaurito in mezzo a una pennellata di tenebra, cospargeva la campagna e i resti della rocca di una luce bianco marmo, infondendo un senso di ansiosa quiete nella notte settembrina.

L’autore, con una trama forte, un finale che lascia senza fiato e metafore che grattano sul muro della paura, getta il lettore direttamente Nelle fauci del Mostro, senza possibilità di salvezza.

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