Come si scrive una canzone?

Questo appuntamento di Scrittura a tu per tu è dedicato alla musica, o meglio, alla creazione di canzoni.

Se il tuo sogno è sempre stato quello di scrivere una canzone, sei nel posto giusto.

L’illustre ospite del mese è il pianista compositore Mell Morcone, docente di Analisi e Scrittura nei corsi di Writing & Production e Song Writing al CPM Music Institute di Milano, vero e proprio punto di riferimento formativo del panorama musicale italiano, dal 1984.

scrivere una canzone

Scrivere una canzone

Una delle più importanti e antiche forme di espressione artistica, è senza dubbio la Canzone, cioè la creazione di un’opera che metta assieme parole e musica, coniugando il messaggio che si vuole dare attraverso un testo cantato e la composizione di una parte musicale.

La canzone ha quella potenzialità di coinvolgere e far vivere direttamente l’esperienza del canto a chiunque (chi non ha mai cantato almeno una canzone, in macchina con l’autoradio, mentre si fanno le pulizie in casa o sotto la doccia?).

Naturalmente però, scrivere una canzone non è facile e richiede da parte dell’autore una conoscenza tecnica delle parti da trattare, insieme ad una capacità espressiva e creativa.

Non esiste un unico metodo per scrivere una canzone: c’è chi parte dallo scrivere prima il testo e chi prima dalla musica (spunto della melodia da cantare oppure da un giro di accordi sui quali pensare in seguito la linea melodica), anche perché a volte il brano non è scritto da una sola persona, dunque la modalità riguarda le abitudini e le propensioni dei vari autori.

I principali argomenti da affrontare per scrivere una canzone sono:

  • Tema da trattare, scrittura del testo e versi delle frasi
  • Composizione della parte musicale (Linea melodica, Ritmo, Armonia)
  • Forma e Struttura
  • Genere Musicale
  • Arrangiamento
  • Comunicabilità della canzone

Tema da trattare, scrittura del testo e versi della frasi

I testi delle canzoni affrontano tutte le tematiche possibili: l’amore, la guerra, le condizioni sociali e di vita, la felicità, il viaggio, le speranze, le storie e i fatti accaduti.

La scelta del tema è seguita dallo stile che l’autore predilige (ironia, leggerezza, linguaggio particolarmente impegnato) e dall’iniziare a scrivere un testo, che sarà strutturato in versi e frasi. Nella fase di scrittura, il testo è spesso soggetto a continue variazioni e cambiamenti, perché diventa fondamentale la scelta delle singole parole che lo compongono, ecco perché è necessario conoscere bene la lingua in cui si scrive e i significati delle parole stesse. A volte una parola sola può esprimere già molto, è il caso di testi brevi, dove il modo di comunicare è più diretto (si ascolti Toffee di Vasco Rossi), in altri casi invece la scelta delle parole è in relazione a frasi lunghe e articolate, dunque si sceglie di far comprendere il contenute del messaggio, in un tempo più dilatato (Mille giorni di te e di me di Claudio Baglioni).

Composizione della parte musicale (Linea melodica, Ritmo, Armonia)

Vediamo ora come è scritta la parte musicale, nel modo più consueto di comporre, cioè nel cosiddetto Sistema Tonale. Come già detto, la parte musicale prende spunto da un giro di accordi o dall’idea di una linea melodica (la melodia da cantare). In alcuni casi le cose possono procedere parallelamente.

Ma che cos’è un accordo?

L’accordo rappresenta il concetto di Armonia (anche se nell’armonia rientrano tutte le parti musicali che compongono il pezzo), ed è costituito da un insieme di note (minimo tre), che, suonate simultaneamente o successivamente (arpeggio), determinano un tipo di suono che dà al pezzo un “colore” piuttosto che un altro.

Il giro di accordi, che normalmente avviene in una tonalità maggiore o minore, è quello che, forse in maniera un po’ riduttiva, viene definito “accompagnamento” (ad esempio il pianoforte o la chitarra che suonano gli accordi su chi canta).

La Linea melodica o Melodia (la parte che canterà la voce), può essere pensata sugli accordi, e la scelta delle note è in stretta relazione con essi (solitamente sono in prevalenza le stesse note).

Però, come detto, si può prima partire da una melodia senza accordi. In questo caso si farà l’operazione inversa: si sceglieranno degli accordi contenenti note che compongono la maggior parte della melodia.

Ma è anche in questa parte che gli autori si differenziano.

La melodia può avere un profilo ritmico (poche note, ribattute e articolate che danno al pezzo un carattere particolarmente movimentato come Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano) o cantabile (frasi melodiche più lunghe con valori e durate varie e con altezze diverse, cioè note gravi e acute, ad esempio Il cielo in una stanza di Gino Paoli).

Un altro parametro importante è il Ritmo, che nella forma classica della canzone è rappresentato da una successione di battiti regolari, sui quali gli accordi e la melodia della voce, si appoggiano, a volte in coincidenza con essi e a volte spostati (sentiamo molto spesso questi battiti attraverso i movimenti spontanei del nostro corpo quando balliamo e quando battiamo il piede o le mani ascoltando musica ad un concerto).

Questo concetto del ritmo dà origine a quello che viene definito Tempo Metrico: per esempio il tempo in 4/4 (Quattro/Quarti) definisce il numero di 4 pulsazioni del valore di 1/4 (Un/Quarto) che, inserite in un “contenitore” chiamato battuta (o misura), sono organizzate in accenti forti e deboli, sui quali la musica e le pulsazione sillabiche del testo sono composte.

Forma e Struttura

Un altro aspetto fondamentale della canzone è la Forma da dare al pezzo, cioè come strutturare le varie parti.

La parte cantata è spesso esposta nella forma A-A-B (Let it be dei Beatles), cioè Strofa-Strofa-Ritornello (ogni parte si chiama Sezione).

Questa successione delle sezioni, viene a volte riproposta interamente (col testo variato nelle strofe e ripetuto nel ritornello). Le battute che compongono le sezioni corrispondono solitamente a un numero pari di 8 o 16.

Nella struttura viene definito un ritmo armonico (ogni quanto si cambiano gli accordi), e le frasi melodiche da cantare sono ripetute (anche su altezze diverse) di norma ogni 2 o 4 battute, o con una sorta di “domanda e risposta”. La melodia della voce solitamente ha un inizio tranquillo e disteso e si articola in modo da raggiungere il culmine nel ritornello, spesso con note più acute (Con il nastro rosa di Lucio Battisti).

Il testo vedrà nella prima strofa l’inizio del racconto (sezione A), che continuerà nella strofa successiva (seconda sezione A). A volte il ritornello (sezione B), la parte che ci ricordiamo di più, è fatto di poche parole ripetute in modo regolare sulle stesse note. Naturalmente l’autore cerca di esprimere attraverso la scelta delle note anche il contenuto del messaggio del testo, secondo la sua sensibilità.

Le altre sezioni che compongono la struttura del brano possono essere un’introduzione (Intro) di solito non troppo lunga e strumentale cioè senza la voce; una sezione che fa da ponte tra due sezioni principali (Bridge); la presenza di altre sezioni cantate o anche con assoli degli strumenti (Special o sezione C); una parte conclusiva strumentale che può anche sfumare (Coda).

Genere musicale

La stesura del testo e la parte musicale, vanno di pari passo con il genere musicale nel quale si scrive il pezzo.

Per esempio il cantautorato, è solitamente un genere impegnato nel messaggio del testo (politica, amore, società) e i cantautori hanno un linguaggio forbito e non sempre immediato (anche nel concetto che si vuole esprimere), spesso con doppi sensi. In questo genere la musica può essere ripetitiva (Via del campo di Fabrizio De Andrè), ma in altri casi anche piuttosto articolata (La costruzione di un amore di Ivano Fossati).

Diversa è la cosiddetta musica “Pop”: qui il ritmo, lo stile del testo e la qualità della musica, sono un po’ più “leggeri” (Più bella cosa di Eros Ramazzotti o Like a virgin di Madonna). Insomma potremmo dire un genere meno impegnativo.

Nel Rock e tutti i suoi filoni invece si parla spesso di ribellione e importanza dell’individuo, con musiche piuttosto intense e particolarmente ritmiche (Mama dei Genesis o God save the Queen dei Sex Pistols).

In altri generi musicali, quali per esempio il Jazz (Lullaby of Birdland di Forster/Shearing), Funky/Soul (Sex Machine di James Brown), Reggae (Could you be loved di Bob Marley), Samba (Dança da Solidão di Paulinho da Viola) e altre musiche dell’area latino-americana (Son de la loma del cubano Miguel Matamoros oppure De fiesta en fiesta, chacarera argentina nella versione di Mercedes Sosa), nella canzone prevale la parte musicale, in particolare l’elemento ritmico che contraddistingue la provenienza e la cultura, spesso legate al folklore e alle tradizioni, ma, comunque, senza trascurare l’importanza del testo.

Arrangiamento

Riguarda la “veste musicale” da dare alla canzone, i suoni da ricercare (acustici o elettronici), la scelta degli strumenti musicali e, successivamente, l’atto del “come farli suonare” lungo il brano.

L’arrangiamento è una fase successiva alla scrittura della canzone e in molti casi gli esecutori, che possono anche non essere gli autori del brano, variano volentieri il “sound” della versione originale, per contraddistinguerlo col loro stile (si ascoltino le innumerevoli versioni degli standard jazz).

Un bravo arrangiatore, deve tener presente le caratteristiche della voce solista, cioè chi canta il brano e in che modo (qualità timbrica, altezza, stile e modalità di utilizzo della voce), che, a parte comunicare il contenuto del testo, rientra appieno nel ruolo degli strumenti.

Comunicabilità della canzone

In conclusione vorrei affrontare il tema della comunicabilità.

Credo che gli autori non debbano perdere di vista il modo in cui intendono arrivare a trasmettere il messaggio del testo e della musica che compongono, ponendosi la questione di come comunicare il loro pensiero. Questo però non vuol dire rinunciare al proprio percorso creativo, che spesso è anche di ricerca e innovazione. Cioè è necessario non scrivere pensando ai “gusti del pubblico”, che potrebbero compromettere l’atto creativo.

Per contro è importante che anche chi ascolta si ponga verso una nuova canzone con curiosità e apertura, magari evitando di cercare per forza nel linguaggio usato o nella musica, qualcosa di già sentito, che già si possiede nella memoria e nella cultura musicale. Insomma mettersi “a nudo” di fronte all’opera.

Sono questi equilibri tra “chi fa “ e “chi riceve” che pongono le basi per una canzone sempre nuova e in evoluzione.

Per ulteriori info e contatti:

www.cpm.it

www.mellmorcone.it

Mail: mellmorcone@tin.it

Facebook: www.facebook.com/mell.morcone

 

Mell Morcone

mell morcone

Bio

Nato il 30.04.1970 a Monza (MI)

Pianista Compositore

Ha studiato pianoforte jazz presso i Civici Corsi Jazz di Milano, e privatamente con Umberto Petrin, Massimo Colombo e Arrigo Cappelletti.

Nel 1992 consegue il diploma alla scuola di musica moderna Nuova Milano Musica, e, sempre nello stesso anno, la licenza di Teoria e Solfeggio da privatista al Conservatorio Vivaldi di Alessandria.

Nel 2002 passa l’esame per la licenza inferiore di lettura della partitura al conservatorio G. Verdi di Como.

Nel 2013 si è diplomato in composizione alla Scuola Civica di Musica Classica di Milano, sotto la guida di Giovanni Verrando.

Ha frequentato seminari di composizione di Terry Riley (minimalismo), Hugues Dufourt e Tristan Murail (musica spettrale), Salvatore Sciarrino, Sergio Miceli (musica per film).

Ha studiato a L’Avana (Cuba) piano salsa, latin-jazz, arrangiamento e orchestrazione mambo e salsa, e seguito i seminari di Stefano Battaglia sulla libera improvvisazione.

Nel 2014 ha frequentato il seminario annuale per docenti di Ear Training tenuto da Alberto Odone e Davide D’urso.

In ambito jazzistico ha collaborato per concerti e registrazioni con Daniela Panetta, Eleonora D’Ettole, Alessia Pasini, Sandro Cerino, Riccardo Luppi, Paolino Dalla Porta, Luca Garlaschelli, Mattia Magatelli, Alessio Pacifico, Giuseppe Emmanuele, Gilson Silveira, Kal Do Santos, Mario Arcari, Franceso Sotgiu, Yuri Goloubev, Beppe Caruso.

Ma anche con Carlo Nicita, Alex Orciari e Riccardo Tosi che tutt’ora fanno parte del quartetto che lo accompagna dal vivo nel progetto di sue composizioni latin-jazz.

Nel campo della libera improvvisazione collabora, tra gli altri, con Sandro Mussida, Mario Mariotti, Walter Prati, Giorgio Dini, Carlo Nicita e nel 2013 fonda con Silvia Alfei (danza), Sarhtori (pittura), Stefano Corradi (clarinetti,sax) il gruppo “Sfere V – Gruppo d’improvvisazione”, che propone performance e workshop.

Ha avuto una lunga esperienza nella musica folk suonando con Andrea Capezzuoli, Gabriele Coltri, Sergio Gatti, Luca Crespi.

Ha un’intensa attività pianistica in ambito cantautorale, comico e teatrale (Flavio Pirini, Gipo Gurrado, Walter Leonardi, Lucia Vasini, Debora Villa)

E’ attivo come compositore, arrangiatore e trascrittore, anche in ambito teatrale, documentaristico e cinematografico (nel 2008 il film “Diari” di Attilio Azzola, ha vinto il premio “Ecrans Junior” al Festival di Cannes).

Ha suonato e composto in 17 lavori discografici, di cui 2 a suo nome (Riverbero del 2003 e Bossanuova del 2007), e in 12 colonne sonore per teatro, lungo e cortometraggi, documentari.

Ha collaborato alla realizzazione di un audiolibro con sue musiche su poesie scritte e recitate da Vincenzo Costantino “Cinaski”, col quale suona stabilmente dal vivo in trio con Raffaele Kohler alla tromba.

E’ docente di analisi musicale e strumentazione nei corsi Song Writing e Contemporary Writing and Production presso il CPM Music Institute di Milano

Tiene corsi di pianoforte moderno, armonia, improvvisazione e laboratori di musica d’insieme presso la scuola “Albero Musicale” di Saronno (VA), dove ha anche l’incarico di direttore didattico.

Dal 2012 tiene i laboratori musicali delle classi del liceo scientifico, presso la Scuola Steineriana di Milano.

 

 

 

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