La storia del Labirinto più grande del mondo

Il labirinto è un elemento che mi ha sempre affascinato, mi intriga l’idea di un luogo dove perdersi per ritrovare poi la strada, grazie alla propria forza e intelligenza. La letteratura, il cinema, la pittura, l’architettura: uomini di tutte le epoche si sono lasciati ispirare dal labýrinthos.

Questa è la storia dell’editore e designer Franco Maria Ricci, il grande sognatore che ha realizzato un progetto unico: il Labirinto della Masone, il più grande del mondo; un percorso di tre chilometri con pareti realizzate grazie a circa 200mila piante di bambù di varie specie, che lo rendono la piantagione più vasta d’Europa.

Il Labirinto ha aperto i battenti il 29 maggio 2015.

labirinto libri

Ora però vorrei lasciare la parola all’artefice di questa assoluta meraviglia tutta italiana.

Cosa rappresenta per lei il labirinto?

Il labirinto rappresenta la nostra perplessa esperienza del reale, un luogo dove perdersi è bello e salutare, perché riflettendo nel cammino possiamo ritrovare noi stessi.

La sua amicizia con Jorge Luis Borges: quanto ha influenzato lo sviluppo del progetto?

Il labirinto è stato il frutto di un percorso tortuoso e imprevedibile, nato da incontri, esperienze, da emozioni, da pensieri che, a un certo punto sono confluiti e si sono coagulati in un progetto. Se a un certo punto, quei percorsi laboriosi sono riemersi come da una sorta di oblio e cominciarono ad attirare la mia attenzione fu, prima per la lettura, poi per l’incontro e l’amicizia con Jorge Luis Borges. A più riprese Borges fu mio ospite, a Milano e a Fontanellato. Le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano in spazi per me facili e familiari mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi. Gli dissi, uno di quei giorni, che mi sarebbe piaciuto, prima o poi, costruire un labirinto; aggiunsi, peccando un po’ di superbia, che sarebbe stato il più grande del mondo.

Borges obiettò che il più grande labirinto del mondo esisteva già, ed era il deserto. Una cosa mi sembrava sin da allora certa: non avrei mai potuto costruire uno di quei labirinti infiniti, o pressoché infiniti, che Borges aveva descritto in certi racconti di Finzioni o de L’Aleph.

Il suo labirinto è il più grande del mondo, ma ha una struttura univiaria come nell’antichità o è un dedalo inestricabile di strade?

Per lo schema del labirinto mi sono ispirato a due mosaici romani conservati al Museo del Bardo di Tunisi e al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Il labirinto romano presenta, come il mio, angoli retti.

Tale forma è stata però rielaborata, introducendo qua e là delle piccole trappole, come nei labirinti rinascimentali: bivi e vicoli ciechi, che nei labirinti romani, rigorosamente univiari, non c’erano.

Può parlarci del valore culturale del labirinto? Ho letto che sono presenti una biblioteca, spazi espositivi, sale da concerto e cerimonia. Insomma è un vero e proprio Eden dell’arte!

Il labirinto è stato pensato come un vero e proprio parco culturale: accanto al Labirinto sorgono un Museo, una Biblioteca, un Archivio, e strutture turistiche che assicurano, tanto all’Internazionale dei Colti e dei Curiosi quanto alla gente del luogo, specialmente ai giovani, accoglienza e occasioni di svago, di informazione e di ispirazione, nel segno della Civiltà, dello stile e del comfort.

Sono in programma eventi speciali?

La sera di San Giovanni, il 23 giugno, a Parma e dintorni è tradizione mangiare i tortelli all’aperto, per sentire la rugiada, che si dice porti molta fortuna. Anche noi quella sera offriremo una cena tradizionale, curata dagli chef stellati Spigaroli, insieme alla visita agli spazi della collezione e della mostra e alla possibilità di svolgere un’affascinante escursione nel labirinto immerso nel buio, con il solo ausilio di torce.

C’è la possibilità di affittare gli spazi per matrimoni e cerimonie?

Sì, mettiamo a disposizione 3 ampie e luminose sale, la cappella e gli spazi delle corti del labirinto.

E’ preferibile prenotare prima della visita?

Sì è vivamente consigliata la prenotazione, anche se si può entrare senza averla effettuata.

Il suo labirinto nel futuro: come lo vede?

Sarà la Fondazione Franco Maria Ricci ad occuparsi del Labirinto. La Fondazione Franco Maria Ricci, i cui obiettivi sono la conservazione dei libri e della collezione e la tutela dell’ambiente mediante la diffusione del bambù, si impegnerà in modo che le iniziative culturali aumentino insieme ai visitatori che, grazie alle nostre iniziative, potranno conoscere sempre più a fondo non solo il Labirinto ma anche i territori circostanti.

 

Io non vedo l’ora di andare e tu?

Sei pronto a perderti?

labirinto franco maria ricci

Credits: Mauro Davoli

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