Patata o carota?

Abbiamo il piacere di avere come nostro ospite il giovane e talentuoso scrittore toscano Alessio Cattelan, che vi delizierà con il racconto “Patata e carota”, tratto dal suo romanzo “Les Jeux Sont Faits”. Ci tiene a sottolineare, che nella vita, “l’importante è fare la cacca”. 

“Ero in una specie di albergo dei tempi andati, quasi tutto in legno; con il bar al piano di sotto e le camere di sopra; e il cesso in comune in fondo al corridoio.
Mi pare che stavo tornando in camera dopo essermi fatto un paio di bevute, al lato delle scale c’era la parete di legno di una delle
stanze. C’era un buco, e fu più forte di me, misi l’occhio e spiai dentro.

Vidi una donna nuda, la donna più bella che avessi mai visto, era di spalle, ma le vedevo gli enormi seni dal riflesso dello specchio sul comò. Si stava mettendo un lungo vestito rosso attillato, mi girai, e ridiscesi le scale sperando che volesse fermarsi al bar.
Aspettai al banco un paio di minuti e poi la vidi arrivare, si sedette a un paio di sgabelli da me, così le chiesi se potevo offrirle da bere. Accettò e ci mettemmo a parlare.
Conversammo per più di mezz’ora, poi propose di salire e continuare in camera sua, accettai con gioia.
Seduti sul suo divano, bevemmo ancora per un po’, poi cominciammo a baciarci; si sganciò il vestito da dietro il collo e, mettendo in mostra le tette monumentali, si chinò prendendomelo in bocca.
“Cristo! – pensai (poi chissà perché si diventa sempre religiosi in questi momenti) – Deve aver fatto pompini per tutta la vita! Potrebbe scriverci un manuale.”
racconto-alessio-cattelanVenni con una velocità imbarazzante, poi si alzò e mi guardò sorridendo.
Ora era in piedi di fronte a me e mi ritrovai a pensare che quel vestito le mettesse notevolmente in evidenza il pacco.
Mi sorrise di nuovo e mi chiese se volevo andare di là, nella stanza da letto.

Avevo ancora quel pacco enorme davanti agli occhi, che quasi mi gridava di andare a casa, scappare finché ero in tempo; ma,
alla fine, che avevo da fare a casa? …nulla. Andammo in camera e lo presi da dietro, a pecora, ai piedi del letto matrimoniale, cercando di concentrarmi sulle tette, riflesse nello specchio, che si muovevano a tempo con il mio oscillare.
Venimmo insieme, io dentro e lui sul copriletto.

“Che strano sogno.” Commenta Jumbo dopo che gli ho raccontato questa storia. Poi finisce il suo gin-tonic in un sorso. ”

Alessio Cattelan

Grazie Alessio, ti stimiamo.

Torna a trovarci presto 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...