Cambio vita

Mentre andavo a fare la spesa mi è sembrato di vedere Mastro Lindo. Era proprio come lo ricordavo dall’ultima volta che acquistai il magnifico prodotto pulente. Tuttavia non aveva più quell’espressione ebete e fiduciosa sul volto, pareva piuttosto turbato. Se ne stava nascosto, vicino al reparto surgelati. In effetti notai che tutte le confezioni dei Mastro Lindo avevano una strana etichetta: l’uomo virile e pelato era scomparso, al suo posto, sotto la scritta a caratteri cubitali, un grande punto interrogativo. Le altre persone, che si muovevano come automi nell’affannosa missione riempi carrello, non se ne accorsero minimamente. Mi strofinai gli occhi, ma era proprio lui, alto, abbronzatissimo, calvo, culturista vecchio stampo, grosse sopracciglia platino, t-shirt bianca e soprattutto, quell’orribile orecchino d’oro. Non c’erano dubbi, era proprio lui. Lo storico alleato delle casalinghe accorte, colui che per anni aveva aiutato a sgrassare e smacchiare gabinetti e cucine incrostate, era davanti a me, in carne e ossa. Non avevo mai incontrato un personaggio famoso.  Dopo un primo momento di perplessità, mi sentii emozionata. Decisi di farmi coraggio e mi avvicinai.

Mastro_lindo“Mastro Lindo?” chiesi timidamente

“Silenzio signorina, non mi voglio far riconoscere!”

“Mi farebbe un autografo?’’

“Autografo?! Al massimo le posso lucidare le scarpe o smacchiare il cappotto!”

“Mi scusi, forse sono stata inopportuna. Posso offrirle un caffè? C’è un bel locale qui accanto al supermercato, ne sarei tanto felice!”

“Va bene signorina, ma usciamo in fretta, non voglio che se ne accorgano, scappiamo”

Dopo una corsa a ostacoli tra i carrelli e i display delle offerte speciali, finalmente fummo fuori da quell’inferno. Ci sedemmo in disparte, lui indossò un grande paio di occhiali da sole, per non dare nell’occhio, dato che era a mezze maniche e fuori c’erano 5°. Io presi un caffè, lui un bicchiere incrostato e un vassoio sporco d’olio.

“Posso darle del tu?” chiesi sorridendo

“Certo, come ti chiami?”

“Sono Bianca”

“Che bel nome, anche mia mamma si chiamava così. Sai Bianca, era da tanto che non parlavo con qualcuno. Nessuno si accorgeva di me. Era già da un po’ di tempo che avevo deciso di andarmene e cambiare vita”

“Cambiare vita? Che vuoi dire Lindo?!”

“Sì, non ne potevo più di essere usato solo per il mio fisico. Sono l’uomo oggetto della casalinga italiana ormai da troppo tempo. Io ho anche un cervello! Non ho più voglia di starmene su quei flaconi con la faccia da imbecille, voglio vedere il mondo, leggere, magari un giorno finalmente trovare qualcuno che mi ami per ciò che sono  e non per quello che rappresento.”

“Mi sembra una scelta sensata Lindo, io ho sempre pensato che tu fossi sprecato, io vedevo oltre quella tua immagine frivola e commerciale. Tu sei molto di più e adesso che ti parlo ne sono ancora più convinta.”

“Grazie Bianca, è importante sapere che qualcuno crede in me, ma adesso è giunto il momento, devo fuggire verso lidi ignoti e misteriosi. Ho deciso che la mia prima tappa sarà Macerata.’’

“E’ stato un vero piacere incontrarti Lindo, mandami una cartolina”

“Addio Bianca, che la tua vita sia piena di splendore e lucentezza”

 

 

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