Addio mia bella, addio

Che beffa! Devo vedermi così, tutto stropicciato da mani che non conosco. In pochi mi hanno toccato, a parte mia madre e mia moglie. E adesso eccomi là, lavato, pulito, col vestito migliore, come se dovessi andare chissà dove poi. In casa c’è brulichio di gente, qualcuno piange, però, la maggior parte del gregge curiosa in giro per trovare qualcosa di compromettente. Poveri voi, vi ho fregati tutti. Non ve lo aspettavate, e invece vi ho mollati nel bel mezzo dei miei affari, delle mie faccenduole.

addioMia moglie, accidenti a lei! Ascoltava sempre la canzone di quello stupido film: “Voglio vivere così, col sole in frooonteee”, e me ne sono andato con questa melodia in testa! Ma come si fa a sopportare un uomo, se così si può definire, che saltella in giro canticchiando come un usignolo in calore?! Roba da veri idioti! Meno male che io mi sono svegliato in tempo, chissà , magari col passare degli anni, mi sarei ridotto anche io così, rimbecillito dagli accadimenti quotidiani e dall’età.

E’ tutto pronto, mi portano in chiesa, maledetti loro! E pensare che non ci mettevo piede dal giorno del mio matrimonio. Mi fanno davvero sogghignare il prete, i chierichetti; sembrano burattini  intenti a recitare la stessa melensa farsa che si ripete, cambia solo il nome del protagonista. Dopo la cerimonia mi caricano quattro giovanotti, sembrano forti. Li conosco, lavorano per me. Una volta fuori inizia la processione, che lagna mi tocca sopportare. Uno dei giovani inciampa mettendo male il piede dentro una crepa del selciato e cade rovinosamente a terra insieme a me. La folla si apre, prima il silenzio, poi il brusio. Sembrano mosche: emettono un odioso brusio, di quelli che ti svegliano la notte, quando vorresti dormire, ti bucano i pensieri come chiodi arrugginiti, roba da andare fuori di testa. Vorrei urlare loro di andarsene tutti al diavolo, o al bar, o al mercato, o tra le braccia di qualche prostituta!

Mia moglie è impietrita e dice al pubblico di non preoccuparsi, non è certo niente di grave. Secondo me si vergogna e basta.

L’ho messa in imbarazzo anche oggi, come sempre. Povera moglie.

Che rabbia! Non poter rialzarsi e darle quella pacca sulla spalla che la tranquillizzava sempre. Forse mi ama ancora…ma accidenti anche a lei! Guarda a che diamine di pantomima mi ha fatto partecipare. Tutti quei fiori, corone, piagnistei; roba inutile. Ecco che finalmente mi mettono nella fossa, mi ricoprono con una calda cascata di terra e se ne vanno soddisfatti per aver mostrato il loro composto dolore.

Ora finalmente me ne posso andare e rido delle loro miserie.

Li ho fregati tutti.

Addio mia bella, addio!

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